GEO in CANEVA

Alla scoperta dei geositi del Comune di Caneva Discovering the Geosites of the Municipality of Caneva

Il territorio di Caneva custodisce un patrimonio naturale di straordinario valore, fatto di paesaggi, acque, rocce e ambienti sotterranei che raccontano una storia lunga milioni di anni. Una ricchezza che spesso abbiamo sotto gli occhi, ma della quale non sempre conosciamo fino in fondo l’origine, le caratteristiche e l’importanza. Conoscere il nostro territorio significa imparare a riconoscerne il valore, comprenderne le trasformazioni e sviluppare una maggiore consapevolezza della necessità di tutelarlo e preservarlo per le generazioni future. È con questo spirito che nasce Geo in Caneva, una guida pensata per accompagnare cittadini, visitatori e appassionati alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi del nostro patrimonio geologico: dalle sorgenti del fiume Livenza, con il suggestivo ambiente del Molinetto, alle doline e agli abissi del Cansiglio, fino al Marmorino di Caneva, una risorsa unica che intreccia la storia geologica con quella economica e sociale della nostra comunità. Questa pubblicazione vuole essere non soltanto uno strumento di conoscenza e divulgazione, ma anche un invito a osservare il paesaggio con occhi nuovi, a riscoprire luoghi familiari e a comprendere quanto la geologia abbia contribuito a plasmare l’identità del nostro territorio. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio geologico, nell’ambito delle iniziative previste dalla Legge regionale 15/2016 per la tutela e la valorizzazione del patrimonio geologico. Come Amministrazione comunale crediamo che investire nella conoscenza e nella valorizzazione delle nostre peculiarità naturali significhi investire nel futuro di Caneva, promuovendo una cultura del territorio fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e su un turismo attento e sostenibile. L’auspicio è che queste pagine possano stimolare la curiosità di chi le sfoglia e diventare un’occasione per esplorare, conoscere e apprezzare ancora di più le bellezze che ci circondano. Il Sindaco Lucia De Marco Nonostante le sue dimensioni contenute, il Friuli Venezia Giulia è ricchissimo di geositi. La varietà geologica della regione copre quasi mezzo miliardo di anni di storia naturale e abbraccia montagne, grotte, coste, fiumi fossili e formazioni rocciose uniche. Una legge per proteggere il patrimonio geologico Nel 2016 il Friuli Venezia Giulia ha approvato una legge regionale (n. 15/2016) che tutela il patrimonio geologico e speleologico. La norma riconosce l’importanza scientifica, culturale ed educativa dei geositi e promuove la loro valorizzazione anche in chiave turistica e pianificatoria. La geodiversità è la varietà di rocce, minerali, suoli, forme del paesaggio e processi naturali che, nel corso di milioni di anni, hanno modellato la Terra. È un patrimonio prezioso che custodisce la memoria della storia e dell’evoluzione del nostro pianeta, dando forma ai paesaggi e creando le condizioni per lo sviluppo della vita.

The territory of Caneva is home to an extraordinary natural heritage, shaped by landscapes, water, rocks and underground environments that tell a story spanning millions of years. It is a wealth of natural treasures that we often see every day, yet whose origins, characteristics and significance we may not fully appreciate. Understanding our territory means learning to recognise its value, appreciate the processes that have shaped it and develop a greater awareness of the importance of protecting and preserving it for future generations. It is in this spirit that Geo in Caneva was created: a guide designed to take residents, visitors and enthusiasts on a journey through some of the most remarkable sites of our geological heritage. From the springs of the Livenza River, including the picturesque Molinetto spring, to the sinkholes and abysses of Cansiglio, and finally to the Marmorino di Caneva, a unique mineral resource that connects the geological history of our land with the economic and social history of our community. This publication is intended not only as a source of knowledge and discovery, but also as an invitation to look at our landscape with fresh eyes, rediscover familiar places and understand how profoundly geology has contributed to shaping the identity of our territory. The project was made possible thanks to the support of the Autonomous Region of Friuli Venezia Giulia – Geological Survey, as part of the initiatives promoted under Regional Law No. 15/2016 for the protection and enhancement of geological heritage. As a Municipal Administration, we firmly believe that investing in the understanding and appreciation of our natural heritage means investing in Caneva’s future, fostering a culture of respect, awareness and responsible, sustainable tourism. We hope that these pages will inspire curiosity and encourage readers to explore, discover and develop an even deeper appreciation of the natural wonders that surround us. Il Sindaco Lucia De Marco Despite its small size, Friuli Venezia Giulia is incredibly rich in geosites. The region’s geological diversity spans nearly half a billion years of natural history, encompassing mountains, caves, coastlines, fossil rivers, and unique rock formations. A law to protect geological heritage In 2016, the Regional government of Friuli Venezia Giulia passed a regional law (No. 15/2016) protecting its geological and speleological heritage. The law recognizes the scientific, cultural, and educational importance of geosites and their promotion and publicizing, including for tourism and planning purposes. Geodiversity is the variety of rocks, minerals, soils, landforms and natural processes that have shaped the Earth over millions of years. It is a precious heritage that preserves the record of our planet’s history and evolution, shaping landscapes and creating the conditions for life to develop.

Iniziativa realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Servizio geologico ai sensi della LR 15/2016 This initiative was implemented with the contribution of the Autonomous Region of Friuli Venezia Giulia Geological Survey pursuant to Regional Law 15/2016 progetto di Divulgando srl testi di Barbara Grillo, Rodolfo Riccamboni, Ernesto Giacomin con il supporto di Alberto Casagrande traduzioni di Paul Tout Ottobre 2026 Indice Index1 LE SORGENTI DEL FIUME LIVENZA THE LIVENZA RIVER SPRINGS 2 DOLINE E ABISSI DEL CANSIGLIO CANSIGLIO SINKHOLES AND ABYSSES 3IL MARMORINO DI CANEVA THE MARMORINO DI CANEVA GEOSITE

DOLINE E ABISSI DEL CANSIGLIO CANSIGLIO SINKHOLES AND ABYSSES IL MARMORINO DI CANEVA THE MARMORINO DI CANEVA GEOSITE LE SORGENTI DEL FIUME LIVENZA MOLINETTO THE LIVENZA RIVER SPRINGS SANTISSIMA GORGAZZO

DOLINE E ABISSI DEL CANSIGLIO CANSIGLIO SINKHOLES AND ABYSSES Geosito di interesse nazionale per il carsismo della Foresta della Serenissima A Geosite of National Interest for the Karst landscape of the Serenissima Forest

AGRITURISMO BAR BIANCO Sentiero degli Slipari Sentiero degli Slipari Strada forestale Crosetta - Candaglia Strada forestale Crosetta - Candaglia Sentiero naturalistico O Sentiero naturalistico M Via Cansiglio AREA PIC-NIC BUS DEL LA LUM CAPANNA GENZIANA SP422 NORD 500 m 15 904 GROTTA cave TRACCIA DEL SENTIERO TRAIL ROUTE

Nel Catasto regionale dei geositi e dei geoparchi (CaRGeo) del Friuli Venezia Giulia l’area tra il Bus de la Lum e la strada della Candaglia, che comprende i comuni di Polcenigo e Caneva fra i 1.030 m e 1.200 m di quota, è riconosciuta come Geosito “Doline e abissi del Cansiglio” ( ) di interesse nazionale. Si tratta di una zona di notevole importanza geomorfologica e idrogeologica rappresentativa per il Massiccio del Cansiglio – Cavallo. È caratterizzata dalla concentrazione di depressioni carsiche, chiamate doline, e abissi, profonde cavità verticali con pozzi di accesso a cielo aperto. Tra le più note ricordiamo il Bus de la Lum (15/153FR profondo -186 m) e l’Abisso del Col della Rizza (904/410FR), la grotta più profonda del Friuli Occidentale con i suoi -794 m. Hanno uno sviluppo prevalentemente verticale condizionato dalle faglie, con morfologie simili e alcuni tratti molto ben concrezionati tra i più belli di tutta la montagna. Per le informazioni si fa riferimento al Catasto Speleologico Regionale FVG https://catastogrotte.regione.fvg.it/. Il paesaggio superficiale consiste soprattutto in un carso a blocchi e doline dalle forme a imbuto o scodella, spesso allineate lungo fratture, quale risultato della dissoluzione chimica dei calcari cretacei a rudiste, molluschi dalla conchiglia a forma di cono. Nella parte veneta del Cansiglio la morfologia esterna è meno tormentata perché è ancora presente la Scaglia, una roccia marnosa con selce che ricopre il sottostante calcare e si corrode in modo più lento. Il Cansiglio racchiude un centinaio di cavità che drenano le sue acque nel territorio di Polcenigo e Caneva, di cui una trentina solo nell’area del geosito. I tracciamenti svolti nel 2008 e 2016 dall’Università di Ferrara e Bologna hanno preso in considerazione proprio l’Abisso Col della Rizza e hanno dimostrato il collegamento idrologico tra questo Geosito e le sorgenti della Santissima e del Molinetto, che sgorgano a Polcenigo e Caneva per formare insieme al Gorgazzo il Fiume Livenza. L’acqua piovana dalla montagna impiega poco più di una settimana per uscire in pedemontana facendo percorsi sotterranei molto lunghi e complessi. In the Friuli Venezia Giulia Regional Register of Geosites and Geoparks (CaRGeo), the area between the Bus de la Lum and the Candaglia road, which falls within the municipalities of Polcenigo and Caneva between 1,030 m and 1,200 m above sea level, is recognised as the “Cansiglio Sinkholes and Abysses” Geosite ( ) of National Interest. This area is of considerable geomorphological and hydrogeological importance, and representative of the Cansiglio – Cavallo Massif. It is characterised by a concentration of Karst depressions, called sinkholes (or dolines), and abysses. The latter are deep, vertical cavities with open-air access shafts. Among the best known are the Bus de la Lum (15/153FR, 186 m deep) and the Abisso del Col della Rizza (904/410FR), at 794 m the deepest cave in Western Friuli. Influenced by faults, these shafts have a predominantly vertical development, with similar morphologies while some sections are richly decorated with speleothems that are amongst the most beautiful on the entire mountain. For information, please refer to the FVG Regional Speleological Cadastre https:// catastogrotte.regione.fvg.it/. The surface landscape consists primarily of Karst blocks and funnel- or bowl-shaped sinkholes, often aligned along fractures. They result from the chemical dissolution of Cretaceous limestones containing rudists. These were molluscs with cone-shaped shells. In the Veneto region of Cansiglio, the external morphology is less rugged because the “Scaglia”, a marly rock with flint that covers the underlying limestone and erodes more slowly, is still present. Cansiglio contains around a hundred caves that drain its waters into the area of Polcenigo and Caneva. Tracer tests conducted in 2008 and 2016 by the Universities of Ferrara and Bologna focused on the Col della Rizza Abyss and demonstrated the hydrological connection between this geological site and the Santissima and Molinetto springs, which, together with the Gorgazzo, emerge in Polcenigo and Caneva to form the Livenza River. Rainwater from the mountain takes just over a week to reach the area at the foot of the mountain along various very long and tortuous routes below ground.

Bus de la Lum Pozzo dei Bellunesi Il Bus de la Lum si apre a quota 1.030 m nella parte friulana della conca con un ampio imbuto ellittico tra gli alti alberi della foresta. Il nome Lum deriva da antiche leggende che narravano di fiammelle (luci) avvistate nei pressi della voragine e attribuite a creature fantastiche o, più realisticamente, a fuochi fatui prodotti dalla decomposizione di carcasse di animali caduti all’interno. È una cavità ad andamento verticale profonda 186 m costituita dall’unione di due abissi con uno sviluppo planimetrico di 718 m: uno è quello principale, ora recintato, esplorato dai triestini della C.G.E.B. Trieste nel 1924, l’altro fu scoperto dai bellunesi nel 1981 in prossimità della voragine e venne chiamato “Pozzo dei Bellunesi”. The Bus de la Lum opens at an altitude of 1,030 metres a.s.l. in the Friulian part of the basin, forming a wide, elliptical funnel among the tall trees of the forest. The name “Lum” (“light”) derives from ancient legends that told of flames spotted near the chasm, attributed to fantastic creatures or, more realistically, to will-o’-the-wisps produced by the decomposing carcasses of animals that had fallen into it. It is a vertical cavity 186 metres deep, formed by the union of two abysses, with a planimetric length of 718 metres. One is the main one, now fenced off, which was explored by the Trieste-based C.G.E.B. Trieste in 1924, while the other was discovered by a Belluno-based team in 1981 near the original abyss and was subsequently named the “Pozzo dei Bellunesi”. I primi interessi per il Lum iniziano nel 1901 quando l’ingegnere Luigi Marson lanciò uno scandaglio nella voragine, rilevando una profondità di 460 metri. Questa stima errata fece risultare l’abisso il più profondo del mondo, suscitando ovviamente curiosità e interesse. La misura successivamente venne ridimensionata a 195 m. Sul fondo della grotta c’è una cascata perenne con acque gelide provenienti da una forra chiamata il “Ramo dello Scoiattolo”, le quali si disperdono tra i detriti e vengono assorbite nel Salone della Lanterna. Il Bus de la Lum è una cavità storicamente e tristemente nota per le vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale: negli ultimi mesi del conflitto vennero gettati militari e civili. Almeno 28 salme sono state poi recuperate negli anni ’50 e riposano ora nel cimitero di Caneva. Initial interest in the Lum began in 1901 when the engineer Luigi Marson launched a sounding line into the chasm, recording a depth of 460 metres. This incorrect estimate made the abyss the deepest in the world, obviously arousing curiosity and interest. This measurement was later reduced to 195 m. At the bottom of the cave, a perennial waterfall is fed by icy waters originating from a narrow gorge-like passage known as the “Ramo dello Scoiattolo”. The stream sinks into the debris deposits and is eventually absorbed within the “Salone della Lanterna”. The Bus de la Lum is a cavity which is historically and sadly notable for events related to the Second World War, when, in the final months of the conflict, soldiers and civilians were thrown into it. At least 28 bodies were recovered in the 1950s and were buried in the Caneva cemetery. ph. Gianpaolo Pessina USP CAI PN - GSS Sacile ph. Gianpaolo Pessina USP CAI PN - GSS Sacile 15

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GRUPPO DEL MONTE CAVALLO MONTI DELL’ALPAGO Via Cansiglio BUS DE LA LUM / BUS DEI BELLUNESI Gruppo Speleologico Sacile Rilievo 2015/2018 Felici F., Poeta S., Mancinelli V. Disegno di Filippo Felici, 2021 Tratto da catastogrotte.regione.fvg.it Per approfondimenti vi invitiamo a consultare il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia To learn more, we invite you to consult the Regional Speleological Cadastre of Friuli Venezia Giulia.

Abisso del Col della Rizza Col della Rizza Abyss L’Abisso del Col della Rizza venne scoperto ed esplorato nel 1957 da alcuni soci della Società Alpina delle Giulie di Trieste fino ad una profondità di 116 m. Venne rivisitato nel 1972 per un aggiornamento sul rilievo e infine negli anni ’90 il Gruppo Speleologico Ferrarese, arrivato per scopi di tesi, lo esplorò dapprima fino a -350 m e poi con la collaborazione di diversi gruppi speleologici locali e del Centro Italia, negli anni 2000, venne trovata la via per la profondità di -794 m. L’abisso è caratterizzato da un complesso ed intricato sistema di pozzi, forre e gallerie con uno sviluppo planimetrico di 3.277 m. L’ingresso si trova a quota 1.100 m s.l.m. sul fondo di una dolina asimmetrica con sezione ad imbuto. Ha un pozzo di accesso di 96 m dalla sezione ellittica che conduce ad uno dei saloni più grandi del Cansiglio poiché misura 80 m in lunghezza, 30 m in larghezza e 60 m in altezza. Nel 2020 il Gruppo Speleologico Sacile e l’Unione Speleologica Pordenonese hanno esplorato un’altra grande via che li ha condotti sino alla profondità di 700 metri. The Col della Rizza Abyss was discovered and explored in 1957 by members of the Società Alpina delle Giulie (Julian Alps Alpine Club) of Trieste to a depth of 116 m. It was revisited in 1972 for an updated survey, and finally in the 1990s, the Gruppo Speleologico Ferrarese, which arrived to conduct thesis research, explored it initially to a depth of 350 m. Finally, with the collaboration of several local speleological groups and others from central Italy, in the 2000s they reached a depth of 794 m. The abyss consists of a complex and intricate system of underground shafts and canyons with a planimetric length of 3,277 m. The entrance is located at 1,100 m above sea level at the bottom of an asymmetrical, funnel-shaped sinkhole. It has a 96-metre access shaft with an elliptical section, leading to one of the largest chambers in Cansiglio, measuring 80 metres in length, 30 metres in width, and 60 metres high. In 2020, members of the Gruppo Speleologico Sacile and the Unione Speleologica Pordenonese explored another major branch of the cave system, reaching a depth of 700 metres. ph. Sandro Sedran, S-TEAM ph. Sandro Sedran, S-TEAM 904

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ABISSO DEL COL DELLA RIZZA Gruppi speleologici: Gruppo Speleologico Ferrarese Gruppo Speleologico Sacile, Gruppo Speleologico Urbino Rilievo: 1996–2021 Autori del rilievo: Felici F., Corsi R., Rossetti S., Bardovagni L., Mancinelli V., Russo L., Faverjon M., Antonini G., Mariani S., Quaresima Q., Bertellini A., Mialetti C., Sauro F., Cova I., Scarselli S., Antonelli L., Girelli L., Fadalti A., Scherlati S., Benassi A., Edelvias S., Gelati I., Milani M., Trevisani D., Zalla L., Righetto A., Cabral M., Giacomello F., Vicenzi I., Mattioli A., Mattioli E., Sitta E., Pellacini D. Disegno: Filippo Felici, Roberto Corsi, Stefano Rossetti, 2021 Tratto da catastogrotte.regione.fvg.it Per approfondimenti vi invitiamo a consultare il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia To learn more, we invite you to consult the Regional Speleological Cadastre of Friuli Venezia Giulia. ph. Sandro Sedran, S-TEAM ph. Divulgando srl | 2026

LE SORGENTI DEL FIUME LIVENZA THE LIVENZA RIVER SPRINGS

Le Sorgenti del Fiume Livenza sgorgano alla base della scarpata Sud-orientale del Massiccio carsico del Cansiglio - Cavallo ad una quota tra i 30 e i 50 m s.l.m. dando origine al Fiume Livenza. Sono tre: Molinetto [1], Santissima [2] e Gorgazzo [3], vicine tra loro ma differenti. Hanno rispettivamente una temperatura media annua di 11°C, 9.5°C e 10°C. La Santissima e il Gorgazzo si trovano territorio del Comune di Polcenigo mentre il Molinetto è in Comune di Caneva e si chiama così perché qui, fino agli inizi del secolo scorso, era attivo un mulino settecentesco che macinava diversi tipi di cereali. Queste sorgenti sono i punti principali di emersione dell’estesa falda acquifera locale e rappresentano uno dei più noti e interessanti sistemi di idrologia carsica a livello nazionale, tanto da essere state inserite nel Catasto regionale dei geositi e dei geoparchi regionali (CaRGeo) della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, quale sito di rilevante interesse geologico, scientifico e paesaggistico. La sorgente Molinetto, chiamata anche “della Livenzetta” a indicare il breve ramo del Livenza prima di incontrare il corso della Santissima, è la meno conosciuta delle tre, ma riveste un ruolo altrettanto importante, visto il suo diretto collegamento con la zona carsica del Col de la Rizza in Candaglia: l’acqua piovana dalla montagna impiega poco più di una settimana per uscire in questa sorgente facendo percorsi ipogei molto lunghi e complessi. 2 3 1

2 3 1 Spaccato idrogeologioco semplificato del sistema carsico dell’Altopiano del Cansiglio-Cavallo (illustrazione di Alvise Rossi, Unione Speleologica Pordenonese CAI) Simplified hydrogeological cross-section of the Karst system of the Cansiglio-Cavallo Plateau (illustration by Alvise Rossi, Unione Speleologica Pordenonese CAI) Localizzazione del geosito “Sorgenti del Fiume Livenza” Location of the Livenza Springs Geosite Gorgazzo Santissima Molinetto Livenza 1 2 3 1 km The Livenza River Springs emerge at the base of the south-eastern escarpment of the Cansiglio-Cavallo Karst massif at an altitude of between 30 and 50 metres above sea level, forming the Livenza River. There are three sources: the Molinetto [1], the Santissima [2], and the Gorgazzo [3], close to one another but each different. They have average annual temperatures of 11°C, 9.5°C, and 10°C, respectively. The Santissima and Gorgazzo are located within the municipality of Polcenigo, while Molinetto is in that of Caneva and is so named because there was an 18th century mill there until the beginning of the last century, in which various types of grain were ground. These are the main points of emergence of the extensive local aquifer and represent one of the most well-known and interesting Karst hydrological systems in Italy, so much so that they have been included in the Regional Cadastre of Geosites and Regional Geoparks (CaRGeo) of the Autonomous Region of Friuli Venezia Giulia as a site of significant geological, scientific, and landscape interest. The Molinetto spring, also called “della Livenzetta” (to indicate the short branch of the Livenza before it joins the Santissima), is the least known of the three, but it plays an equally important role, given its direct connection to the Karst zone of Col de la Rizza in Candaglia. Rainwater from the mountain takes just over a week to emerge at this spring, following very long and tortuous underground paths.

Tutta la conca di Polcenigo - Caneva per la sua bellezza e unicità è stata luogo di ispirazione per il pittore Luigi Nono: nel 1880 all’Esposizione di Brera propose “La sera lungo il Livenza”, che rappresenta proprio il Molinetto. Il Molinetto, come la vicina Santissima, è una sorgente per soglia di permeabilità sottoposta, perché i conglomerati, complesso “meno permeabile”, si trovano al di sotto dei calcari carsificati e “più permeabili” [4]. Hanno portate d’acqua continue tutto l’anno: se la sorgente del Gorgazzo è caratterizzata da un regime irregolare con elevati picchi di portata, che si normalizzano dopo poche ore, le altre due hanno un flusso continuo, oscillazioni del livello idrico contenute, tempi di esaurimento della piena più lunghi. La qualità dell’acqua ha da sempre favorito la presenza di un allevamento ittico adiacente, che fornisce il piatto base al ristorante “Alla Trota Blu” per la valorizzazione della trota friulana. Nel tempo si è creata una notevole biodiversità nel laghetto, data da folaghe, oche, anatre che richiamano poi altri animali e rappresentano un piccolo paradiso di meraviglia e relax, a cui è possibile assistere grazie ai tavoli del ristorante all’aperto durante la bella stagione. Due to its beauty and uniqueness, the entire Polcenigo-Caneva basin was a source of inspiration for the painter Luigi Nono. In 1880, at the Brera Exhibition, he presented “La sera lungo il Livenza” (“Evening along the Livenza”), which depicts the Molinetto. The Molinetto, like the nearby Santissima, is a spring with an underlying permeability threshold, because the conglomerates, a “less permeable” complex, underlie the limestone, a “more permeable”, karstified complex [4]. Their spring regimes are permanent, while the Gorgazzo is characterized by an irregular flow regime with high peaks that normalise after a few hours, while the other two are of a continuous nature, with limited water level fluctuations, and longer flooding times. The high water quality has long favoured the presence of an adjacent fish farm, which supplies the main dish at the “Alla Trota Blu” restaurant, which specializes in friulan trout. Sezione geologica semplificata del Cansiglio che mette in evidenza l’area di emergenza delle sorgenti in pedemontana. In verde sono rappresentati i calcari carsificati e in marrone i conglomerati poco permeabili. Un sovrascorrimento a carattere regionale (la Linea Polcenigo - Maniago) mette a contatto i due complessi geologici. Simplified geological section of the Cansiglio which highlights the emergence area of the springs in the zone at the foot of the mountains. The karstified limestones are shown in green, and the poorly permeable conglomerates are shown in brown. A regional overthrust fault (the Polcenigo - Maniago Line) brings the two geological complexes into contact. Sezione geologica / Geological section NW SE Caneva Pian del Cansiglio m s.l.m. 1500 100 500 0 3 4 5 6 7 1 2 8 9 0 km 4

Oltre alle sorgenti principali, sono numerose le polle che creano una serie di canali in un paesaggio caratteristico fra una palude e una conca a bassa quota, tanto che l’area fino agli inizi del secolo scorso era coperta da un piccolo lago, detto “Palù”, poco profondo, in quanto per la presenza delle colline di Sarone l’acqua non poteva defluire subito. Agli inizi del 1900 fu costruito un canale sotterraneo per prosciugare il laghetto che, passando sotto la collina del Longone a Est, porta le acque verso una centrale idroelettrica e quindi nel corso principale del Fiume Livenza, che poi passa per Sacile fino a sfociare a Caorle. La presenza di un paesaggio paludoso e ricco di acqua ha favorito lo sviluppo di una zona con villaggi palafitticoli tra i più importanti d’Europa, riconosciuta sito UNESCO nel 2011 per le eccezionali testimonianze archeologiche fin dal 4.900 a.C. In addition to the main springs, the numerous upwellings have created a series of canals in a characteristic landscape, part wetland, part low altitude hollow. Until the early 20th century the area was covered by a small, shallow lake called the “Palù” because the Sarone hills prevented the water from draining immediately. In the early 1900s, an underground canal was built to drain the lake. Passing beneath the Longone hill to the east, it carries the water to a hydroelectric plant and then into the main course of the Livenza River, which then passes through Sacile before flowing into the Adriatic at Caorle. The presence of a marshy water-rich landscape favoured the development of an area with pile-dwelling villages that are among the most important in Europe, and was recognised as a UNESCO World Heritage Site in 2011 for its exceptional archaeological remains dating back to 4,900 BCE. SORGENTE MOLINETTO MOLINETTO SPRING VR 360

IL MARMORINO DI CANEVA THE MARMORINO DI CANEVA GEOSITE Geosito di importanza nazionale quale risorsa mineraria strategica a livello europeo A geosite of national importance as a strategic mineral resource at the European level

Il Marmorino di Caneva, situato a confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, costituisce una rarità tra i giacimenti di carbonato di calcio a livello europeo, sia per le caratteristiche chimico-fisiche del materiale sia per la predisposizione alla lavorazione. Ha una estensione di circa 3 km tra il Castelir e il Col de Fer su più livelli di gallerie per circa 200 m in linea d’aria tra le quote di 80 m e 168 m s.l.m. Per il suo colore i locali lo chiamavano “sabbion bianco”. La parola “Marmorino” deriva dall’aspetto saccaroide della roccia, cioè “zuccheroso” che lo fa assomigliare ai famosi marmi bianchi di Carrara. Opportunamente polverizzato, trova largo impiego nei campi dell’industria chimica, farmaceutica, alimentare (per fare vetro, colori, vernici, cera, sapone, ecc…). È considerato una risorsa mineraria strategica, perché è un carbonato praticamente puro naturalmente al 99,94%, con un minimo contenuto in metalli pesanti e magnesio. Per tutte queste caratteristiche è stato inserito nel Catasto regionale dei Geositi e dei Geoparchi (CaRGeo) del Friuli Venezia Giulia con importanza nazionale. The Marmorino di Caneva, located on the border between Friuli Venezia Giulia and Veneto, is a rarity among calcium carbonate deposits in Europe, both for the material’s chemical and physical characteristics and its suitability for processing, extending for approximately 3 km between Castelir and Col de Fer, covering multiple levels of tunnels for approximately 200m as the crow flies, between 80m and 168m above sea level. As a result of its colour, the locals called it “sabbion bianco” (“white sand”). The word “Marmorino” derives from the saccharoidal, or “sugary” aspect of the rock, which sees it resemble the famous white marbles of Carrara. When suitably pulverised, it is widely used in the chemical, pharmaceutical, and food industries in which it is used to make glass, paints, varnishes, wax, soap, etc. It is considered a strategic mineral resource because it is a virtually pure carbonate (99.94%) with a minimal heavy metal and magnesium content. For all these characteristics, it has been listed in the Regional Register of Geosites and Geoparks (CaRGeo) of Friuli Venezia Giulia as being of national importance. DOCUMETARIO DOCUMENTARY per gentile concessione di Ernesto Giacomin per gentile concessione di Ernesto Giacomin

Il motivo di tanta purezza si deve alla storia geologica del Cansiglio: si trova in una zona di incrocio tra più faglie e fratture, che hanno triturato e frizionato naturalmente la roccia (cataclasite), predisponendola a essere usata dall’uomo senza dover intervenire con lavorazioni ulteriori. Il calcare del Cansiglio è in contatto tettonico con i sedimenti clastici più recenti (argille, arenarie, conglomerati), che hanno fatto da lubrificante, tramite un articolato sovrascorrimento denominato Linea di Caneva - Maniago. I continui sforzi compressivi dati dalla dinamica di scontro tra la Placca Euroasiatica, Adria e Africana hanno creato sulla pedemontana a cavallo tra Treviso e Pordenone una serie di scaglie tettoniche a denti di sega. Nel mezzo tra i calcari e i sedimenti terrigeni si è formata una fascia, spessa circa un centinaio di metri, di roccia sbriciolata e bianca dove si trova il Marmorino. Consiste originariamente in una sabbia calcarea ben sciacquata da forti correnti quando c’era il mare tropicale della Piattaforma Carbonatica Friulana cretacica. Ha la caratteristica di essere stata leggermente metamorfosata soprattutto nei pressi delle faglie, cioè non solo rotta meccanicamente ma anche leggermente cotta, raffreddata e schiacciata da importanti pressioni, portando il carbonato di calcio alla ricristallizzazione. The reason for such purity lies in the geological history of Cansiglio, located as it is at the intersection of multiple faults and fractures, which have naturally crushed and frictionally eroded the rock (termed a cataclasite), making it suitable for human use without the need for further processing. The Cansiglio limestone is in tectonic contact with more recent clastic sediments (clays, sandstones and conglomerates), which have acted as a lubricant, through a complex overthrusting known as the Caneva-Maniago Line. The continuous compressive forces resulting from the collision between the Eurasian, Adria, and African Plates have created a series of saw-toothed tectonic plates in the foothill region between Treviso and Pordenone. Between the limestone and the terrigenous sediments, a band approximately one hundred metres thick formed, consisting of crushed white rock in which the Marmorino occurs. It originally consisted of calcareous sand, thoroughly washed by strong currents when the area was covered by the tropical sea of the Cretaceous Friulian Carbonate Platform. It was slightly metamorphosed, particularly near the faults: the rock was not only mechanically fractured but also slightly heated, cooled and compressed under considerable pressure, causing the calcium carbonate to recrystallise. Particolare di calcite che riempie le fratture della roccia, testimonianza di un periodo di concrezionamento che ha deposto il carbonato di calcio presente nell'acqua. Detail of calcite filling fractures in the rock, evidence of a period of mineral precipitation during which calcium carbonate present in the water was deposited. Il marmorino ha un aspetto bianco e luccicante come zucchero, si sbriciola al tocco grazie alla frizione naturale tra i blocchi di roccia per le forze endogene a cui è stata sottoposta, tanto da diventare polvere bianca e pura. Marmorino has a white, sparkling, sugar-like appearance. It crumbles to the touch as a result of the natural friction between rock blocks caused by the geological forces to which it was subjected, eventually becoming a fine, pure white powder.

Nelle zone più alte rispetto alla fascia di Marmorino il calcare è stato carsificato dalle acque: spesso si trovano piccoli vuoti con concrezioni e in esterno il paesaggio ha un tipico colore rossiccio, dato dagli ossidi di ferro che costituiscono il residuo insolubile del calcare, perché si consuma tutto tranne la parte fangosa con minerali pesanti. Dal punto di vista storico le prime notizie di attività estrattive risalgono al Patriarcato di Aquileia, ma è stata la Repubblica di Venezia nel 1488 ad emanare “Capitoli ed Ordini Minerali sopra le Miniere”, la più antica normativa mineraria organica dell’Italia settentrionale con lo scopo di mettere ordine ed avere il controllo con il pagamento della decima minerale. Per la posizione di confine, contesa tra Friuli e Veneto, Caneva ha continuato a mantenere una sorta di privilegio per alcuni secoli. La legislazione nazionale che disciplina l’attività estrattiva e mineraria risale ancora al Regio Decreto n.1443/1927: fissa la storica distinzione del settore in due categorie, miniere e cave. Oltre al marmorino, a Caneva si cavava argilla per laterizi (mattoni e coppi), pietra calcarea, saldame che era una sabbia silicea bianca usata dai veneziani per fare il vetro tra fine ‘800 e inizio ‘900 e poi per fare vernici nello stabilimento della Galvani a Pordenone. Solo nel 1974 e poi 1986 la Regione Friuli Venezia Giulia ha emanato le prime leggi organiche per la regolamentazione dell’attività estrattiva. Al giorno d’oggi ci sono 6 aree estrattive attive della zona tra Marmorino e calcari per l’industria: si producono circa 1 milione di tonnellate di calcare e 150.000 tonnellate di Marmorino all’anno. Mentre in passato la coltivazione avveniva soprattutto in sotterraneo, in galleria con metodo “camera e pilastri”, attualmente l’estrazione avviene a cielo aperto con scavi a gradoni discendenti. Lungo il rio Vallegher ci sono stati i primi inizi di coltivazione del carbonato di calcio da parte della Serenissima. La cava di Marmorino di Via Tambruz è la più antica cava di Caneva. In the areas above the band of marmorino, the limestone has been karstified by water, and small voids with concretions are often found, while the landscape outside has a typical reddish colour, caused by the iron oxides that constitute the insoluble residue of the limestone, as everything except the muddy part with heavy minerals has been dissolved. Historically, the first records of mining activity date back to the Patriarchate of Aquileia, but it was the Republic of Venice that issued the “Capitoli ed Ordini Minerali sopra le Miniere”, (“Mineral Chapters and Orders on Mines”) in 1488, the oldest concrete mining legislation in Northern Italy, aimed at establishing order and control through the payment of mineral tithes. Due to its location on the disputed border between Friuli and Veneto, Caneva continued to maintain a sort of privilege for several centuries. National legislation governing mining and quarrying still dates back to Royal Decree No. 1443/1927, which established the historical distinction between two categories: mines and quarries. In addition to marmorino, Caneva also sees the quarrying of clay for bricks and roof tiles, limestone, and saldame, a white silica sand used by the Venetians to make glass between the late 19th and early 20th centuries and later to make paints at the Galvani factory in Pordenone. Only in 1974 and 1986 did the Friuli Venezia Giulia Region issue the first concrete laws regulating mining. Today, there are six active mining sites in the area exploiting marmorino and industrial limestones with approximately 1 million tons of limestone and 150,000 tons of Marmorino being produced per year. Whilst in the past, mining was primarily underground, in tunnels using the “chamber and pillars” technique, nowadays the mining is opencast, using descending steps. The first calcium carbonate mining by the Republic of Venice, the Serenissima, occurred along the Vallegher River. The marmorino quarry on Via Tambruz is the oldest quarry in Caneva.

Disegni rielaborati a partire da Drawings adapted from Castelli E., Nicolich R., Lucchese E., Tirelli T., Piano C. (2007), Il “Marmorino” di Caneva, una risorsa strategica nel Friuli Venezia Giulia, Rapporto alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio Geologico FASE 1 – sovrascorrimento dei calcari mesozoici sui depositi terrigeni con formazione del Marmorino (milonite calcarea). Thrusting of the Mesozoic limestones over the terrigenous deposits, with the formation of the Marmorino (calcareous mylonite). FASE 2 – raccorciamento con formazione di scaglie. Shortening with the formation of tectonic slices. FASI 3, 4 – processi erosivi e collassi gravitativi. Erosional processes and gravitational collapses. Evoluzione strutturale dell’area di Caneva Structural evolution of the Caneva area C C C C M M M M T T T FASE 1 FASE 2 FASE 3 FASE 4 C C C C M M M M T T T T FASE 1 FASE 2 FASE 3 FASE 4 C CALCARI DI PIATTAFORMA (CRETACEO) PLATFORM LIMESTONES (CRETACEOUS) M CATACLASITI CALCAREE (MARMORINO) CALCAREOUS CATACLASITES (MARMORINO) T CALCARENITI ED ARENITI SEDIMENTI DELLA SUCCESSIONE MIOCENICA CALCARENITES AND ARENITES – SEDIMENTS OF THE MIOCENE SUCCESSION

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